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Da oltre 20 anni un Comitato di cittadini, coordinato da un funzionario della Regione Umbria, Carlo Masciarri, si è battuto invano contro la discarica. Questo, a nostro avviso, perché il Comitato è rimasto confinato alle Valli dell’Alto Tevere ed è stato schiacciato dall’arroganza delle alleanze della politica locale e dal timore reverenziale che i cittadini delle valli hanno nei confronti di questo potere. Ciò nonostante quel Comitato ha svolto delle battaglie fondamentali ed irrinunciabili, ed ottenuto delle vittorie significative che finora sono servite a limitare i danni della Discarica. Ma ora, come loro stessi ammettono, cominciano a perdersi d’animo. Con la lotta interna alle valli la discarica non può essere fermata, sono troppo grandi gli interessi politici ed economici in gioco. Per questo, nel settembre 2007, è nato un Nuovo Comitato per Belladanza.
Questo Comitato, che pure condivide le lotte di Masciarri e dei cittadini che lo hanno accompagnato in questi anni, crede in tre punti fondamentali, che sono al di là della vecchia esperienza di lotta alla discarica:

a) la discarica si ferma se c’è un’ampia solidarietà AL DI FUORI delle valli, se possibile nel mondo intero, visto che gli orrori di Belladanza vanno a colpire niente meno che la Capitale d’Italia;

b) la discarica verrà fermata al termine di una battaglia giudiziaria, perché è ILLEGALE, ILLEGITTIMA, in alcune sue manifestazioni addirittura CRIMINALE. Bisogna chiedere a tutte le istanze di legge di fermare ciò che si fa gioco delle leggi stesse e della vita umana;

c) la discarica si ferma se si dice “NO” ad ogni gioco della politica. La vita umana e la natura di un bacino in cui vivono oltre cinque milioni di persone non possono essere l’oggetto di un compromesso fra i potentati di uno piccolo Comune dell’Alto Tevere. Le promesse di soldi e di trattamenti speciali per chi abita intorno alla discarica sono un tentativo subdolo di deresponsabilizzare gli abitanti. Il veleno va nell’aria, che respirano tutti, e nel Tevere, che scorre fino a Roma. Il referente politico del Nuovo Comitato non è la giunta di Città di Castello e nemmeno la Regione Umbria, ma l’Unione Europea, che sola ha il diritto, la forza e l’indipendenza necessarie per mettere sotto controllo questo orrore prima che cominci a mietere vittime.