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La Discarica di Belladanza inquadrata nel suo paesaggio: una ferita in una
delle piú belle valli dell’Italia appenninica


La Discarica di Belladanza centrata sull’area del previsto ampliamento: si
vedono la montagna ed il boschetto sul greto del fiume Gracciata che
sarebbero destinati a scomparire

La vista dalla Discarica – il Santuario, meta principale del turismo locale, è il
punto da cui l’immondizia si ammira meglio…

Il boschetto che divide la Discarica dalla Valle, nel centro della fotografia,
ultimo baluardo paesaggistico tra l’Alto Tevere ed il Mostro di Belladanza

E sopra il greto la parte di collina argillosa che, secondo i piani della Sogepu,
dovrebbe essere spazzata via

Eccola, la collina che infastidisce Sogepu: una striscia di roccia, diversi ettari di
bosco… tutto da far sparire, togliendo così l’ultima difesa della collina, che alla
prima pioggia insistente potrebbe franare come un castello di sabbia colpito da
un’onda del mare

Ed ecco i campi coltivati sul fianco della collina che dovrebbero in gran parte
scomparire: sullo sfondo le prime case che sarebbero vittime delle frane e
dell’avvelenamento dell’aria

La parte della Discarica che dovrebbe già essere in bonifica… Niente di tutto
ciò, la zona appare pronta per ricevere ben presto, contrariamente ai piani
di rimodellamento della collina, tanta nuova immondizia
 
La direzione di Sogepu dice che non ci sono rifiuti pericolosi a Belladanza:
eccoli lì che se la godono agli ultimi tepori del sole autunnale: gomme, residui
chimici, ogni sorta di schifezza mai trattata e mai coperta
 
Il piano obbligava Sogepu a fare delle celle di caricamento di 5 metri. La
quantità innominabile di immondizia in arrivo rende il piano inattuabile. Sicché
è possibile ammirare una simile (instabile) parete di rifiuti non coperti, alta
molto più che cinque metri ed apparentemente abbandonata e sé stessa