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Storia della campagna

La campagna contro la discarica di Belladanza è iniziata nel 1990 ad opera di Carlo Masciarri e degli altri cittadini che insieme diedero vita al Comitato Ambientale Belladanza (CAB). Questo comitato ha lottato per tutti questi anni organizzando blocchi stradali, petizioni, manifestazioni pubbliche, ed ottenendo il riconoscimento di Comune, Provincia, Regione e degli enti amministrativi che hanno il compito di tutelare la salute pubblica e l’ambiente circostante. La vita di questo comitato è documentata dalle decine di documenti che, un po’ alla volta, aggiungeremo a questa lista. Nell’autunno del 2007 al CAB si aggiunge il Nuovo Comitato per Belladanza (NCB), il cui primo atto è quello di ricorrere al Tar (Tribunale amministrativo regionale) dell’Umbria contro la delibera della giunta comunale di Città di Castello del 23 luglio 2007.

La delibera del 23 luglio 2007

Questa delibera è il perno dell’intera strategia politica, industriale e finanziaria del comune di Città di Castello e della Sogepu SpA. La delibera “decide”, tra le altre, le seguenti cose:

a) che la Regione Umbria abbia previsto “il potenziamento dell’impianto di smaltimento rifiuti di Belladanza” (una bugia);

b) che la Sogepu SpA ha realizzato il Piano di Fattibilità dell’aprile 2007 su commissione dei suoi azionisti, primo fra tutti il comune di Città di Castello (vero, perché quel Piano, contro ogni legge, l’ha letteralmente commissionato Fernanda Cecchini, già in occasione della riunione del Cda della Sogepu del 22 marzo 2006);

c) che l’amministrazione comunale di Città di Castello ha un interesse nel raddoppio della discarica di Belladanza (bella ammissione);

d) che Sogepu SpA e Città di Castello sono in linea di principio già d’accordo sui costi della progettazione e sulle modalità di pagamento;

e) che il compito dell’amministrazione comunale è ora di cambiare il contratto di concessione con la Sogepu per rendere possibile il raddoppio del “mostro” di Belladanza;

f) che la giunta approva il piano Sogepu ín generale ma non nei dettagli, perché ciò sarebbe troppa illegalità, dato che il piano non è stato realizzato secondo le norme vigenti;

g) che un responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune avrebbe già approvato in linea di massima il progetto della Sogepu (se ciò fosse vero questo signore finirebbe in prigione, ma di questo documento non c’è traccia);

h) che il piano Sogepu viene tout court, senza discussione in consiglio comunale, deliberato come il piano ufficiale di Città di Castello;

i) che venga data alla Sogepu la somma di 770 mila euro che richiede per portare avanti la progettazione della discarica di Belladanza;

j) che l’ufficio Ambiente del Comune deve ora predisporre un nuovo contratto di concessione tra Città di Castello e Sogepu per permettere a quest’ultima di compiere lo scempio di Belladanza;

k) “di dichiarare, con esito di votazione unanime, il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’Art. 134 § 4 del Decreto Legislativo n° 267 del 18 agosto 2000”.