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Il crollo della montagna


Tagliare in due una montagna non è cosa da nulla, specie quando la montagna in questione, sul crinale, è abitata. La collina di San Savino, che dovrebbe essere tagliata, eliminando circa 4 ettari di bosco che attualmente ne garantiscono la stabilità, è il fulcro del Piano di Sogepu e dell’amministrazione comunale di Città di Castello. La collina è di sabbia argillosa ed ha un solo strato roccioso, spesso non più di dieci metri, che peraltro nemmeno percorre la collina per intero. Cosa accadrà, dopo il raddoppio di Belladanza, qualora ci fossero piogge forti ed insistenti? Quale amministrazione è davvero disposta a rischiare una frana della collina di San Savino, con le conseguenze immaginabili per gli abitanti del crinale? Come è possibile che nessuno pensi ad una simile eventualità?