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I danni al turismo

La valle dell’Alto Tevere si sta schiudendo proprio in questi anni al turismo, specie a quello internazionale. Grazie ad uno slogan azzeccato (“Umbria, il cuore verde d’Italia”), annualmente crescono le presenze di turisti svizzeri, tedeschi, austriaci, inglesi, americani, francesi, olandesi, belgi, ed ora anche russi e cinesi. In un periodo in cui tutte le altre attività economiche delle valli sono in grave crisi – prima fra tutte la produzione del tabacco – il turismo è forse l’ultimo asso nella manica dell’Alto Tevere per evitare la miseria. Ma la Discarica di Belladanza, posta all’entrata di una delle valli più belle, per giunta a ridosso del Tevere, con una vista aperta su uno dei santuari più importanti dell’Umbria, non può che nuocere al turismo. Una nostra superficiale ricerca presso i maggiori operatori internazionali dice che i prossimi cinque anni saranno decisivi per la provincia di Perugia: o i turisti troveranno strutture adgeuate ed una natura incontaminata, o torneranno ad interessarsi esclusivamente della Toscana e dell’Alto Lazio, che sta velocemente prendendo spazio. Cosa accade invece? Uno dei migliori hotel di Città di Castello è in mano a dei proprietari russi, di cui non si sa nulla e che non sembrano intenzionati a farne nulla; Villa Montesca è la sede della Sogepu – ed è quindi persa per il turismo; gli agriturismi della zona di Città di Castello sono gravemente minacciati dall’inquinamento della Discarica. È questo forse il progetto dell’Amministrazione Comunale per invogliare gli stranieri ad andarsene altrove?