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La premessa


Il Piano inizia con una frase raggelante: “Il presente studio si propone l’obiettivo di individuare le linee di sviluppo dell’impianto di (…) Belladanza partendo dal presupposto sostanziale che entro il 2010 la discarica sarà completata e non potrà pertanto garantire alcun tipo di smaltimento se non si provvederà per tempo ad un suo ampliamento”. Il che significa che Sogepu ha già deciso che la discarica debba continuare a lavorare anche dopo il completamento del Piano del 1988 – una cosa che nessun ATO e nessuna amministrazione, fino a quel momento, ha mai sostenuto. Sogepu invece dà per scontato che Belladanza continuerà a raccogliere immondizia anche dopo il suo completamento! Più esattamente Sogepu identifica un periodo di almeno 15 anni dopo il 2010, durante i quali la discarica dovrebbe continuare a raccogliere rifiuti “degli ATO 1 e 2”, quindi non solo dell’Alto Tevere.

Poi un’altra chicca: secondo gli accordi siglati tra Città di Castello, Sogepu e Regione Umbria, attualmente Belladanza riceve “40 mila tonnellate annue conferite da Gesenu”, poi “12 mila tonnellate di rifiuti speciali provenienti da fuori Regione” e quindi le normali 30 mila tonnellate dell’ATO 1 – il che significa che attualmente Belladanza caricherebbe 82 mila tonnellate l’anno e ne dichiarerebbe soltanto 70 mila… Cosa può significare? Chi guadagna su quelle tonnellate che non risultano? Ed ancora: più avanti Il Piano sostiene che uno degli obiettivi più importanti sia quello della “nascita di attività imprenditoriali nel territorio limitrofo”, una frase sibillina che purtroppo più avanti nel testo verrà chiarita…