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Il Piano della SPI e dell’ENEA

Nel 1988 il Comune di Città di Castello incarica l’ENEA (l’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente, il più grande istituto pubblico per la ricerca scientifica d’Italia) e la SPI (Società Politecnica Italiana, una società del gruppo della famiglia tifernate dei Vincenti, uno studio d’ingegneria fondato nel 1886) di preparare un Piano per Belladanza. ENEA e SPI presentano il loro Piano nel 1992, che verrà poi reso in pratica dalla Sogepu. Poi insieme al Comune di Città di Castello, al fine di informare la cittadinanza, ENEA e SPI pubblicano, nel maggio del 1993, l’opuscolo “L’Impianto per lo smaltimento di rifiuti di Città di Castello”. Il Piano di Città di Castello, dell’ENEA e della SPI promette la realizzazione di un impianto che farà scuola in tutto il Paese.